Come aprire la partita IVA nel 2026, da solo e senza commercialista
Aprire la partita IVA da libero professionista è gratuito e si può fare da soli. Servono cinque scelte fatte bene e un modulo dell'Agenzia delle Entrate. Ecco tutti i passaggi, nell'ordine giusto.
- Libero professionista (consulente, grafico, web designer, traduttore…): modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate, gratis, poi iscrizione alla Gestione Separata INPS.
- Artigiano o commerciante: Comunicazione Unica alla Camera di Commercio, che avvisa anche Agenzia e INPS. Ci sono diritti camerali e contributi INPS fissi.
- Il modulo va presentato entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.
1. Capisci che tipo di attività fai
È la scelta che cambia tutto il resto. Se lavori con le tue competenze intellettuali senza un albo con una cassa propria sei un libero professionista: apri con il modello AA9/12 e versi i contributi alla Gestione Separata solo in percentuale su quello che guadagni. Se fai un mestiere manuale (idraulico, parrucchiere, elettricista) sei di solito artigiano; se vendi merce sei commerciante: in questi casi passi dalla Camera di Commercio e paghi contributi INPS minimi anche se guadagni poco.
Se sei iscritto a un ordine con una cassa propria (per esempio avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti), i contributi li versi alla tua cassa e non all'INPS.
2. Scegli il regime: forfettario o ordinario
Circa la metà di chi apre la partita IVA (il 48,5% nel 2025) sceglie il regime forfettario: imposta unica del 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se l'attività è nuova, niente IVA in fattura e calcoli semplici. Si può usare se l'anno prima hai incassato non più di 85.000 euro e se non hai redditi da lavoro dipendente o pensione sopra i 35.000 euro (limite valido per il 2025 e il 2026). Il regime ordinario conviene di solito solo se hai molte spese da scaricare o superi i limiti.
3. Trova il codice ATECO giusto
Il codice ATECO descrive la tua attività e, nel forfettario, decide il coefficiente di redditività: la parte di quello che incassi su cui paghi imposta e contributi. Dal 1° aprile 2025 sono in vigore i codici ATECO 2025: molti codici vecchi sono cambiati (per esempio la programmazione informatica è passata da 62.01.00 a 62.10.00). Nel nostro elenco completo dei codici ATECO puoi cercare il tuo lavoro con parole normali e vedere subito il coefficiente.
4. Prepara SPID, PEC e un documento
- SPID o CIE: servono per entrare nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS.
- PEC: la posta elettronica certificata costa pochi euro l'anno. È obbligatoria per le imprese e per gli iscritti agli albi; per gli altri professionisti è comunque utile per inviare il modulo e ricevere comunicazioni ufficiali.
- Documento d'identità valido, da allegare se invii il modulo via PEC.
5. Compila e invia il modello AA9/12
Il modello AA9/12 è il modulo ufficiale per l'inizio attività delle persone fisiche. Contiene i tuoi dati, il codice ATECO, l'indirizzo dove lavori e la casella del regime forfettario. Lo puoi presentare così:
- in via telematica, con le credenziali dell'Agenzia delle Entrate (SPID o CIE): è il canale più rapido;
- via PEC alla Direzione provinciale dell'Agenzia della tua zona, con il modulo firmato e il documento in un unico PDF: è accettata dalla maggior parte degli uffici;
- di persona in un ufficio dell'Agenzia, oppure con raccomandata con ricevuta di ritorno.
Con la nostra guida gratuita rispondi a poche domande e scarichi il modello già compilato con i tuoi dati, pronto da firmare.
6. Dopo l'apertura: le prime cose da fare
- Iscriviti alla Gestione Separata INPS online con SPID, se sei libero professionista senza cassa.
- Attiva la fatturazione elettronica: è obbligatoria anche per i forfettari dal 2024. Il servizio "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia è gratuito.
- Apri un conto corrente dedicato all'attività (consigliato, non obbligatorio).
- Segnati le scadenze: imposta e contributi in Gestione Separata si pagano con F24 a saldo e acconto, di solito a giugno e novembre. Artigiani e commercianti pagano i contributi fissi in 4 rate (maggio, agosto, novembre e febbraio).
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per aprire la partita IVA?
Con la presentazione telematica il numero viene di norma attribuito subito. Via PEC, allo sportello o per raccomandata i tempi dipendono dall'ufficio.
Posso aprire la partita IVA se sono dipendente?
Sì. Per usare il forfettario però i redditi da lavoro dipendente dell'anno precedente non devono superare 35.000 euro (limite 2025-2026) e non puoi lavorare soprattutto per il tuo datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti.
Serve per forza il commercialista?
No: la legge non lo richiede. Puoi fare tutto da solo, oppure farti seguire solo nei casi più complicati.